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  Redazione Newsrimini del 6 agosto 2016 

 

Autovelox. “Pedalando e camminando”:i colpevoli non diventino vittime

 

Sugli autovelox a Rimini arriva una voce fuori dal coro: quella di “FIAB Rimini Pedalando e Camminando Onlus” che invita a riflettere prima di demonizzare strumenti come gli autovelox che servono a salvaguardare l’incolumità pubblica. L’associazione cita altre realtà europee dove sono già state prese misure drastiche per diminuire gli incidenti. E ricorda che bisogna prendersela con “chi entra a gamba tesa”, non con l’arbitro.

FiabRimini Autovelox


L’intervento dell’associazione “Pedalando e camminando”

Anche nei trasporti come in tanti altri campi si guarda il dito e non si vede la luna.

E così 60.000 auto che circolano nel centro di Rimini oltre i limiti di velocità consentiti dal codice della strada,segnalati dai cartelli prescritti e quindi noti a tutti, vengono trasformati da colpevoli in vittime.
Si è perso il senso delle cose e si permuta il diritto alla sicurezza con la tutela di chi (più o meno consapevolmente ) considera la città una pista individuale e non uno spazio collettivo dove si intrecciano le relazioni delle persone, giovani ed anziane, lente o spedite, ma tutte da salvaguardare come bene primario.
I veicoli, come ogni altro strumento diventano inaccettabili se vengono usati in modo lesivo dell’incolumità delle persone e la conseguente sanzione per chi li usa in tal senso è un semplice atto dovuto che dovrebbe essere discussa solo se poco efficace e non perchè molto efficace.
Chi ha responsabilità di qualunque tipo, prima di tutelare la velocità(ed il portafoglio) di chi va in auto dovrebbe tutelare chi da quella velocità può essere danneggiato.
Una recente analisi sugli incidenti dei ciclisti a Londra ha calcolato la probabilità di morte se si viene investiti da un’auto a velocità differenti:
a 40 miglia all’ora (64,4 km/h), il 90 per cento dei pedoni viene ucciso
a 30 miglie all’ora, (48,3 km/h), il 20 per cento dei pedoni viene ucciso
a 20 miglie all’ora, (32 km/h), il 3 per cento dei pedoni viene ucciso
Chiunque abbia responsabilità pubbliche dovrebbe documentarsi un po’ prima di prendere delle iniziative.
Entro la prossima estate nel 50% di Parigi si circolerà a 30 km /h,entro il 2020 in tutta la città si viaggerà a 30 km/h per avere meno incidenti, meno feriti gravi e meno morti, risparmio energetico, riduzione della dipendenza da combustibili fossili importati, riduzione dell’inquinamento atmosferico.
Mentre noi incalliti europei di serie B ci trastulliamo con la demonizzazione di autovelox che si limitano a sanzionare chi non rispetta il limite di 50 km/h anzichè preoccuparci di promuovere regole ancora più severe e stili di vita più rispettosi del benessere di tutta la collettività.
In Italia sono morti sulla strada nel 2015 circa 3500 persone.Ogni giorno una strage come quella di Nizza che però non ha voce sulla stampa e non fa fare edizioni straordinarie ai telegiornali.
Poi ogni tanto qualcuno se la prende con gli autovelox: con l’arbitro e non con chi entra a gamba tesa.
Un reset generale si impone perchè nonostante lo sguardo corto di alcuni, la città del futuro corre più forte delle auto ed è ora che ce ne accorgiamo tutti anche noi associazioni che non riusciamo ad incidere a sufficienza ma sicuramente non possono guardare da un’altra parte gli organi di informazione e chi vuole fare politica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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